La sottosegretaria Nesci al vertice dei ministri della coesione UE

La sottosegretaria per il Sud e la Coesione territoriale Dalila Nesci è intervenuta alla riunione dei ministri della Coesione UE che si è svolta a Rouen. Nel suo intervento ha sottolineato che, con le ingenti risorse europee e gli interventi nazionali, l'Italia sta attuando un piano di riforme e investimenti senza precedenti volto a favorire la coesione e colmare le fratture economiche, sociali e territoriali. Le nuove criticità rischiano tuttavia di indebolire la ripresa a livello europeo, prima ancora che diventi solida e duratura. Per questo, ha aggiunto, è indispensabile attuare una politica di coesione efficace basata su un approccio diversificato, che tenga conto della specificità dei territori. Solo così l’UE sarà più forte e resiliente.

L’Italia, ha evidenziato la sottosegretaria, ha dedicato al Sud risorse pari al 40 per cento di quelle dell’intero PNRR. Su questo vincolo la nostra vigilanza è inflessibile. Gli interventi finanziari sono accompagnati anche da un’azione concreta di miglioramento della governance: è stata attivata l’assunzione di professionalità tecniche e sono state norme che consentono un supporto esterno per la progettazione degli interventi.

L’ottavo Rapporto sulle politiche della Coesione Ue indica un’evoluzione positiva verso le istituzioni italiane: la sottosegretaria Nesci ha sottolineato che il governo intende consolidare questa tendenza. Con il PNRR verranno finanziati interventi dedicati alla transizione ecologica, alla digitalizzazione, alle infrastrutture per la mobilità sostenibile, all’istruzione, all’inclusione e alla salute. Una forte attenzione è rivolta all’occupazione femminile e ai giovani, anche attraverso il finanziamento di servizi per l’infanzia. Prosegue l’impegno verso le aree interne con una rinnovata strategia nazionale che, sulla base di un approccio integrato e radicato sul territorio, sostiene interventi di sviluppo e rafforzamento dei servizi.

L'intenso impegno politico e finanziario dell'Italia, ha ribadito la sottosegretaria, sta mostrando i suoi frutti: le recenti previsioni mostrano infatti tassi di crescita superiori alla media UE. Il governo è determinato a rafforzare questa dinamica in futuro, affrontando nodi strutturali quali la bassa crescita della produttività, l’elevata disoccupazione e i divari di genere e generazionali nel mercato del lavoro. A livello europeo, ha detto la sottosegretaria Nesci, è necessario però un approccio diversificato. Non c’è una ricetta valida per tutti, ma tante peculiarità socio-economiche che richiedono risposte mirate. La diversificazione si è dimostrata nei fatti una concreta fonte di resilienza. La proposta della Commissione di promuovere il principio di "non danneggiare la coesione", secondo la sottosegretaria, è un'innovazione promettente, che riconosce il ruolo trasversale della coesione e il suo coordinamento, finora assente, con le politiche settoriali. Questo può dare un nuovo impulso, mettendo al centro la valutazione dell'impatto su regioni e strati sociali diversi e la necessità di garantire una transizione equa.

La sottosegretaria ha evidenziato che le nuove criticità rischiano di indebolire la ripresa prima ancora che diventi solida e duratura. Le incertezze geopolitiche, a partire dalla drammatica crisi in Ucraina, la connessa volatilità dei prezzi delle materie prime, in primis quelli dell'energia, sono il nuovo banco di prova per le nostre economie e per l'Unione nel suo insieme. La capacità di agire in modo coeso nell’interesse europeo, superando le visioni e le diffidenze nazionali, ha rappresentato la risorsa vincente durante la pandemia e deve prevalere, oggi e nel futuro. Questo, ha concluso la sottosegretaria, deve rappresentare un elemento imprescindibile della politica di coesione.

UE
Torna all'inizio del contenuto