Assegnati i contributi del Fondo per la progettazione territoriale

21 febbraio 2022

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM), è effettuata la ripartizione del Fondo per la progettazione territoriale. Si tratta di 161.515.175 euro utili a rilanciare e accelerare la progettazione nei piccoli Comuni, le Province e le Città metropolitane delle regioni del Sud, Marche e Umbria, nonché nei centri delle aree interne.

Il DPCM è stato proposto dal ministro per il Sud e la Coesione territoriale. Proprio il ministro Carfagna aveva promosso la norma che istituisce il Fondo, inclusa all'interno del decreto 'Infrastrutture' (decreto-legge n. 121/2021, convertito in legge n. 156/2021) e ulteriormente potenziata nel corso dell'esame parlamentare del testo.

Si tratta di una misura innovativa a sostegno degli enti territoriali, che assumono i progetti vincitori dei concorsi e possono utilizzarli per partecipare ai bandi e all'assegnazione delle risorse del PNRR e delle politiche di coesione nazionali ed europee.

AGGIORNAMENTO - Il decreto-legge 'Aiuti bis' approvato dal Consiglio dei Ministri il 4 agosto 2022 ha introdotto due modifiche alla norma che regola il Fondo di progettazione (leggi quali sono). Il testo che segue è quindi aggiornato alla luce di queste novità.

A chi spettano le risorse?
Il Fondo è ripartito tra 7 Città metropolitane, 38 Province e circa 4.800 Comuni fino a 30.000 abitanti delle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia e Umbria, o ricompresi nella mappatura delle aree interne. In particolare, le Città metropolitane riceveranno ciascuna un milione di euro, mentre alle singole Province sono riservati 500.000 euro.

>> Leggi l'elenco completo delle amministrazioni interessate e le relative quote assegnate

>> Leggi quante risorse sono state assegnate agli enti di ciascuna regione

A cosa servono i contributi del Fondo?
Gli enti possono utilizzare le risorse del Fondo per promuovere bandi rivolti a professionisti (per esempio, architetti, ingegneri, progettisti...) che andranno a presentare progetti in ambito urbanistico o di innovazione sociale. In questo modo, le amministrazioni interessate avranno a disposizione progetti già pronti per partecipare all'assegnazione delle risorse del PNRR, dei Fondi strutturali europei o del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione. 
I Comuni fino a 20.000 abitanti possono utilizzare, in tutto o in parte, il contributo anche per affidare incarichi per la redazione di progetti di fattibilità tecnica economica.

Come si richiede l'erogazione del finanziamento?
Prima di richiedere l'erogazione del finanziamento, le amministrazioni devono registrare l'intervento o gli interventi che intendono promuovere all'interno della piattaforma informatica predisposta dal Ministero dell'Economia e delle Finanze. Una volta effettuato l'accesso al portale Banca Dati Amministrazioni Pubbliche (BDAP), occorre entrare nella sezione MOP - Monitoraggio Opere Pubbliche e quindi Linee di Finanziamento: qui dall'8 giugno 2022
è stata inserita la voce relativa al Fondo concorsi progettazione e idee per la coesione territoriale. Per le istruzioni di accesso alla piattaforma e di registrazione degli interventi, si può fare riferimento all'apposito manuale.
Dopo la registrazione degli interventi, le amministrazioni possono presentare la richiesta di erogazione delle risorse, compilando in ogni sua parte il relativo modulo e inviandolo all'indirizzo PEC fondoprogettazione@pec.agenziacoesione.gov.it. L'Agenzia per la Coesione territoriale mette a disposizione anche le linee guida da seguire per la gestione, l'attuazione, la rendicontazione e il monitoraggio degli interventi.

Quali caratteristiche devono avere le proposte progettuali?
Le proposte devono essere coerenti o complementari rispetto agli obiettivi del PNRR, dei Fondi strutturali europei o del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione. Nel caso in cui si riferiscano a interventi di carattere sociale, devono avere un livello di dettaglio sufficiente ad avviare le procedure di affidamento del servizio o di co-progettazione. In caso di lavori pubblici, invece, il livello progettuale proposto deve essere almeno pari a quello del progetto di fattibilità tecnica ed economica.
Le linee guida da seguire nella compilazione del progetto di fattibilità tecnica ed economica sono indicate in un decreto pubblicato dal ministro per il Sud e la Coesione territoriale, di concerto con il ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili.

Dove si possono trovare bandi tipo da utilizzare?
L'Agenzia per la Coesione territoriale ha già pubblicato schemi di bando tipo per i concorsi di progettazione e idee, sviluppati in collaborazione con l'Agenzia Nazionale Anti Corruzione (ANAC). Gli schemi e le relative note illustrative si possono consultare qui.

Quali sono le spese ammissibili al finanziamento?
Possono essere finanziate dal Fondo le spese relative ai premi per la messa a bando dei concorsi, i compensi per lo sviluppo di progetti di fattibilità tecnico-economica nei Comuni fino a 20.000 abitanti, le spese per i rilievi e per le indagini strettamente necessari per l'avvio delle procedure, le spese di pubblicazione dei bandi, le spese per le commissioni di gara, le spese per attività tecnico amministrative di supporto, le imposte e le tasse. Non sono invece ammesse le spese per espropri, acquisto di aree, lavori e fornitura di beni di qualsiasi natura.

Quanto tempo hanno a disposizione gli enti?
Gli enti beneficiari possono avviare le procedure per i concorsi e per l'affidamento di progetti di fattibilità tecnico-economica (quest'ultimo caso riservato ai Comuni fino a 20.000 abitanti) entro dodici mesi dalla pubblicazione del DPCM, pena la revoca del contributo. Occorre quindi pubblicare i bandi e/o disporre gli affidamenti entro il 18 febbraio 2023.

Cosa succede se il contributo viene revocato?
Se un ente non utilizza (o non lo fa per intero) il contributo assegnato, esso (o la parte non utilizzata) viene revocato e le risorse tornano nella disponibilità del Fondo. A questo punto, possono essere poi riassegnate agli enti beneficiari che non sono stati sottoposti a revoca. Quindi, chi utilizza interamente e nei tempi previsti le risorse assegnate, potrà riceverne eventualmente anche ulteriori, che saranno redistribuite con un successivo decreto disposto dal ministro per il Sud e la Coesione territoriale.

>> Per ulteriori informazioni, è possibile consultare le FAQ messe a disposizione dall'Agenzia per la Coesione territoriale (primo fascicolo, secondo fascicolo)

   

PER APPROFONDIRE
>> Leggi la guida con le misure realizzate dal governo per sostenere le amministrazioni impegnate nei progetti del PNRR e delle politiche di coesione

   

(Aggiornato il 5 agosto 2022)

aree interne , FSC , Fondi strutturali , Pnrr , pubblica amministrazione
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