Baraccopoli di Messina, i lavori procedono secondo programma

9 febbraio 2022

Il cronoprogramma per la demolizione delle baraccopoli di Messina e il ricollocamento dei residenti è ad oggi "pienamente rispettato". Ad affermarlo nell'Aula di Montecitorio è il ministro Mara Carfagna, che esprime la propria "soddisfazione" rispondendo a una interrogazione parlamentare durante il 'Question Time'.

Il ministro ha spiegato che la "leale e fruttuosa collaborazione" tra il commissario straordinario nominato dal governo (ossia il prefetto di Messina Cosima Di Stani) e il sindaco della città dello Stretto "ha consentito di mettere a sistema tutte le risorse a disposizione" e "sta consentendo oggi un buon coordinamento degli interventi di demolizione, rimozione e smaltimento dei materiali di risulta, di risanamento e bonifica delle aree, di ricollocamento abitativo delle persone residenti nelle baraccopoli".

Tra i soggetti coinvolti, in particolare, Invitalia - in qualità di stazione appaltante per il commissario - ha "avviato i primi interventi per un valore complessivo di oltre 40 milioni di euro. Interventi di demolizione, bonifica dell'amianto e smaltimento dei rifiuti; di riqualificazione ambientale delle aree sbaraccate; di realizzazione di 80 nuovi alloggi in via Rosso da Messina, 32 nella zona di Fondo Saccà e 60 a Fondo Basile-De Pasquale", ha illustrato Carfagna. E ulteriori interventi di demolizione saranno realizzati nelle prossime settimane.

"In parallelo - ha proseguito il  ministro per il Sud e la Coesione territoriale - il commissario sta procedendo nella sua azione di reperimento sul mercato degli alloggi da consegnare al Comune. Infine, la Regione Siciliana ha accertato l'esistenza di economie sui finanziamenti già concessi a favore del Comune, pari a oltre 50 milioni di euro e oggetto in questo momento di verifica puntuale da parte del commissario. Risorse che insieme allo sforzo importante finora compiuto contribuiranno allo scopo che ci siamo prefissati e che contiamo concretamente di realizzare: chiudere, dopo oltre un secolo, una pagina dolorosa e inaccettabile per Messina, per la Sicilia, per il Mezzogiorno e per l'Italia intera", ha concluso il ministro.

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