Il ministro Carfagna al Consiglio Affari Generali UE sulla coesione

18 novembre 2021

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Il ministro Mara Carfagna ha partecipato oggi a Bruxelles alla sessione del Consiglio Affari Generali dell'Unione Europea dedicata al tema della coesione.

Nel corso del suo intervento, il ministro per il Sud e la Coesione territoriale ha ricordato la sfida principale che abbiamo di fronte: "Usare in maniera efficace le risorse disponibili, presupposto imprescindibile per generare crescita, sviluppo e ridurre i divari territoriali, di genere e generazionali. L’Unione Europea sarà nel suo insieme più forte e più resiliente solo se nessuno e nessuna regione verrà lasciata indietro e se sapremo rafforzare la 'garanzia di solidarietà' che ci collega".

"In Italia - ha proseguito Carfagna - questa sfida è concentrata sul Mezzogiorno, con scelte coerenti nell'ambito del PNRR: proprio allo scopo di ridurre i divari abbiamo destinato al Sud il 40 per cento delle risorse, una quota ben superiore alla percentuale dei suoi residenti e al suo PIL rispetto al totale italiano".

Uno dei temi principali della riunione del Consiglio Affari Generali era l'integrazione tra gli interventi programmati nell'ambito di Next Generation EU e quelli relativi alle politiche di coesione, finanziati principalmente dall'UE con i Fondi strutturali e di investimento. "Crescita e riduzione dei divari devono camminare sullo stesso binario", ha concordato Carfagna. "E alle missioni indicate dal Trattato - innovazione, digitalizzazione e transizione verde dell'economia – va affiancata la ricerca di sinergie sui temi del lavoro, dell'inclusione, dell'innalzamento dei livelli di istruzione".

Rispetto al lavoro che il governo italiano sta impostando sul prossimo ciclo di programmazione dei Fondi strutturali, il ministro ha spiegato: "Abbiamo distinto i nostri interventi tra le aree metropolitane, le aree urbane medie e le cosiddette aree interne. Nelle aree metropolitane proseguirà l’intervento nazionale già avviato nella programmazione 2014-2020, per rafforzare la capacità delle stesse di rispondere ai cambiamenti climatici e alla transizione verso l'economia circolare e per contrastare i fenomeni di disagio socio-economico e abitativo, con un'attenzione privilegiata alle periferie e alle aree più marginali. Nelle aree urbane medie - ha proseguito Carfagna - si favorirà il rilancio economico, l'incremento del livello dei servizi di base ai cittadini, la transizione verso l'economia circolare. Infine, proseguirà l'azione nelle aree interne, basato su un approccio integrato di interventi di sviluppo locale e di rafforzamento di servizi essenziali (salute, trasporti, istruzione) nell'ambito di un quadro strategico nazionale. In questo approccio sarà essenziale la leadership delle comunità locali e un attivo coinvolgimento sul territorio delle parti economiche e sociali e della società civile".

In conclusione, il ministro Carfagna ha garantito ai colleghi europei che "l'Italia sta facendo il massimo perché non un euro venga perso o sotto-utilizzato. Siamo determinati a trasformare la coincidenza tra il nuovo ciclo della coesione e il PNRR nella nostra 'occasione della vita': una occasione che non sprecheremo". E ha aggiunto: "Abbiamo posto le basi perché tutte le amministrazioni locali abbiamo nel governo centrale un facilitatore delle loro iniziative di investimento. È cruciale che l'Unione svolga lo stesso ruolo rispetto ai governi nazionali. Troppe volte è apparsa, ed è stata dipinta, come una controparte anziché come la facilitatrice. Con la pandemia, dopo le iniziai incertezze, abbiamo scoperto la forza e la necessità di una Unione forte per una Europa finalmente coesa".

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UE , Pnrr , FSC
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