"Salviamo i servizi e gli investimenti, non i cattivi amministratori"

12 maggio 2021

"Siamo in un momento decisivo per il futuro del Paese: la solidità e la capacità amministrativa degli enti locali, in primis al Sud, rappresentano un elemento cruciale per l'attuazione e il successo del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Senza Comuni in grado di programmare e realizzare con efficacia gli interventi, il Piano resterebbe un libro dei sogni. Questo non significa premiare chi ha malgestito le risorse pubbliche. Dobbiamo invece irrobustire quegli enti virtuosi, ma poveri di risorse, che con la pandemia hanno visto ancora più compromessa la loro stabilità finanziaria. A questo mira la norma cosiddetta 'salva-conti', che io più propriamente definirei 'salva-servizi pubblici', perché l'obiettivo è assicurare ai cittadini i servizi che spettano loro per diritto". Lo afferma il ministro Mara Carfagna in una intervista al Corriere del Mezzogiorno (qui il testo integrale) a proposito della norma allo studio del governo per evitare il dissesto finanziario di circa 1400 Comuni italiani.

"Nessuno oggi può asserire che quei debiti non vadano pagati - prosegue Carfagna - pacta sunt servanda. Semmai, questo è un tema di cui deve farsi carico l'intera classe dirigente italiana, al Nord come al Sud, è il momento di distinguere tra buona spesa e cattiva spesa, tra debito buono e debito cattivo".

Spiega quindi il ministro per il Sud e la Coesione territoriale: "Occorre rivedere in profondità il quadro di finanza degli enti locali, sanzionando la cattiva amministrazione da un lato, ma dotando dall'altro i buoni amministratori delle risorse necessarie per gli investimenti in ambito sociale, ambientale, sanitario e infrastrutturale".

In conclusione: "Gli amministratori hanno il diritto di sapere se le loro amministrazioni sono sull'orlo del dissesto, ma si consideri anche che i Comuni hanno agito sulla base delle norme vigenti, adesso cancellate dalla sentenza (della Corte Costituzionale, ndr) con efficacia retroattiva. L'intervento è doveroso anche a tutela dei cittadini interessati".

Carfagna aggiunge quindi che "oltre le soluzioni d'urgenza di cui si parla in questi giorni, la via maestra è la definizione dei LEP, i Livelli Essenziali di Prestazione, e quindi una revisione profonda dei trasferimenti dello Stato centrale agli enti locali. A pari doveri fiscali e di bilancio devono corrispondere pari diritti nell'accesso ai servizi. Sono vent'anni che questo principio viene tradito, che la Costituzione stessa viene tradita, applicando ai trasferimenti pubblici l'ottusa logica della spesa storica: chi ha 100, in termini di asili nido, assistenza agli anziani, sostegno ai disabili, riceve 100; chi ha zero ottiene zero. È ora di cambiare pagina".

LEP
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