Il PNRR è un'opportunità che tutti dobbiamo difendere

20 giugno 2022

L'intervento del ministro Carfagna al convegno di Banca d'Italia 'Il divario Nord-Sud: sviluppo economico e intervento pubblico'.

"Il Mezzogiorno può diventare la struttura di collegamento tra l'Europa e i Paesi del Mediterraneo Allargato e l'interprete privilegiato dei grandi cambiamenti geopolitici ed economici, legati al mutamento degli orizzonti strategici del continente europeo. Questa è una sfida ambiziosa, che intendiamo raccogliere mettendo il Sud nelle condizioni di recuperare almeno parte della distanza che lo spera dalle aree più avanzate dell'Italia e dell'Europa".

È quanto ha affermato il ministro per il Sud e la Coesione territoriale, Mara Carfagna, nel corso del suo saluto introduttivo al convegno Il divario Nord-Sud: sviluppo economico e intervento pubblico, organizzato da Banca d'Italia per presentare il proprio rapporto su questo tema.

"Chiunque abbia a cuore il destino del Mezzogiorno - ha affermato il ministro Carfagna - sa che per invertire la tendenza al declino e per ridurre i divari, serve una diversa qualità dell'intervento pubblico, in grado di produrre risultati concreti, e serve un effettivo rilancio dell'iniziativa privata in termini di capitalizzazione delle imprese, investimenti, innovazione e produttività". 

Da questo punto di vista, il PNRR offre "straordinarie opportunità", ma è anche una "impegnativa responsabilità" e per questo "va difeso, da tutti, in una logica di responsabilità nazionale", ha esortato il ministro.

Carfagna ha anche ricordato l'impegno nella riduzione dei divari territoriali assunto dal governo con l'approvazione e il finanziamento dei Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) per asili nido, assistenti sociali e trasporto pubblico degli studenti con disabilità.

Ha quindi aggiunto che "questa è la chiave in cui occorre affrontare anche la questione dell'autonomia differenziata: si possono differenziare i poteri assegnati alle Regioni, non si possono differenziare i diritti dei cittadini in base ai territori in cui essi risiedono, perché la Costituzione impone di assicurare loro un livello essenziale di prestazioni comune. Regioni più autonome e livelli essenziali di prestazioni sono cose diverse, ma non sono l'una contro l’altra e soprattutto non possono essere l'una senza l'altra. L'autonomia comporta una responsabilizzazione e un incentivo all'efficienza per le istituzioni territoriali, non una deresponsabilizzazione dello Stato rispetto alla tutela dei diritti dei cittadini".

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