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Ambiente e risorse naturali

Interventi volti a tutelare la biodiversità, a ridurre l’inquinamento anche attraverso bonifiche di siti inquinanti, a favorire l’adattamento ai cambiamenti climatici e contrastare i rischi del territorio, alla gestione delle risorse idriche, alla gestione del ciclo dei rifiuti e alla valorizzazione, anche a fini di sviluppo, delle risorse naturali.

L’area è stata articolata in cinque ambiti di intervento: rischi e adattamento climatico; risorse idriche; rifiuti; bonifiche; natura e biodiversità.

RISCHI E ADATTAMENTO CLIMATICO. Per tutte le tipologie di rischio, è prioritario promuovere azioni trasversali e sistemiche, quali:

  • lo sviluppo di sistemi di allerta e monitoraggio a scala nazionale e locale, sfruttando le tecnologie più avanzate;
  • il rafforzamento del sistema di protezione civile.

Con riguardo al dissesto idrogeologico, tema rilevante per l’Italia, il FSC sarà destinato a convergere sinergicamente con le azioni in corso per:

  • ripristinare la piena funzionalità del territorio e la messa in sicurezza delle comunità attraverso un’azione diffusa di manutenzione straordinaria e un’attività di anticipazione e mitigazione del rischio idrogeologico;
  • salvaguardare coste e fiumi e ridurre il rischio incendi;
  • rafforzare l’infrastruttura verde, per il suo rilievo nella prevenzione dei fenomeni alluvionali e franosi e del rischio di incendi;
  • consolidare l’adattamento ai cambiamenti climatici, privilegiando interventi per la riduzione della vulnerabilità del territorio.

Con riferimento al rischio sismico e vulcanico, le priorità sono:

  • la messa in sicurezza di edifici e infrastrutture pubbliche di rilevanza strategica e dei centri operativi di protezione civile;
  • l’adeguamento sismico del patrimonio edilizio pubblico (scuole, patrimonio culturale, ospedale) nelle aree a maggiore rischio;
  • il consolidamento strutturale della rete viaria delle aree maggiormente esposte, per accrescerne la resilienza e per garantire l’accessibilità territoriale nel caso di eventi catastrofici.

RISORSE IDRICHE. La gestione della risorsa idrica in Italia è caratterizzata da: elevati prelievi per uso potabile per abitante; consistenti dispersioni rispetto ai volumi immessi nelle reti di distribuzione; un elevato carico inquinante presente nelle acque reflue, con un trattamento ancora insufficiente (in particolare nel Mezzogiorno) in impianti di depurazione più avanzati; l’incapacità di prevenire le frequenti crisi idriche.

In questo quadro – e in maniera complementare rispetto agli interventi del PNRR e alle politiche europee di coesione – il FSC si pone le seguenti priorità:

  • il completamento e l’ammodernamento della rete di distribuzione idrica e del sistema fognario, anche attraverso la manutenzione straordinaria delle reti, tecnologie digitali per la riduzione delle dispersioni del sistema fognario e la conversione degli impianti di depurazione delle acque reflue su standard di trattamento più efficaci ed efficienti;
  • il miglioramento della qualità dei corpi idrici, assicurando un utilizzo sostenibile della risorsa, basato sulla riduzione dei prelievi e su un maggior riutilizzo delle acque depurate;
  • il miglioramento della resilienza delle infrastrutture di rete;
  • il miglioramento della capacità di captazione delle acque piovane, attraverso una puntuale realizzazione di invasi e la bonifica di quelli esistenti;
  • il completamento e la realizzazione di infrastrutture di trasporto della risorsa idrica e interventi di efficientamento;
  • il miglioramento della funzionalità del sistema di accumulo rappresentato dalle grandi dighe.

RIFIUTI. A settembre 2020, in coerenza con le direttive europee del “Pacchetto Economia Circolare”, l’Italia ha fissato i propri obiettivi di riciclo in almeno il 55% entro il 2025, almeno il 60% entro il 2030, almeno il 65% entro il 2035. Il sistema di gestione industriale dei rifiuti nel nostro Paese sta avanzando, anche se in ritardo rispetto a tali obiettivi e in modo non uniforme sul territorio. Gli interventi del FSC si concentreranno in particolare sui seguenti obiettivi:

  • completare il sistema impiantistico, in particolare al Sud, per quanto riguarda soprattutto il trattamento dei rifiuti biodegradabili e dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) e delle plastiche;
  • ammodernare e riconvertire gli impianti esistenti, in particolare quelli destinati al trattamento dei rifiuti indifferenziati;
  • sostenere lo sviluppo di interventi di simbiosi industriale e la creazione di poli industriali destinati all’intera gestione delle filiere di riciclo.

BONIFICHE. Il FSC 2021-2027 può fornire un contributo decisivo alla bonifica di:

  • siti contaminati di interesse regionale e nazionale, in funzione di progetti di sviluppo territoriale definiti ex ante e in coerenza con la pianificazione urbanistica;
  • aree industriali dismesse di proprietà pubblica o di preminente interesse pubblico, in cui le attività inquinanti siano cessate.

Inoltre, il FSC può sostenere azioni immateriali di progettazione integrata, sulle quali basare le azioni di bonifica e la restituzione all’uso collettivo delle aree.

NATURA E BIODIVERSITÀ. In coerenza con le strategie europee, l’Italia sta definendo gli obiettivi nazionali di ripristino degli ecosistemi, considerando che solo un quarto degli habitat naturali si trova in un adeguato stato di conservazione. Gli interventi del FSC daranno priorità a:

  • conservazione e ripristino dello stato qualitativo degli ecosistemi presenti nel territorio;
  • potenziamento della “connettività ecologica” per contrastare i fenomeni di frammentazione degli ambienti naturali;
  • realizzazione di infrastrutture verdi e blu e azioni di forestazione urbana, anche per attenuare le ondate di calore, favorire l’assorbimento della CO2 e contribuire a prevenire il dissesto idrogeologico.
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