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Il Piano italiano

L’Italia ha indicato l'area del Sulcis Iglesiente e l'area di Taranto quali destinatarie della propria quota di Fondo, con una dotazione di circa un miliardo di euro.

Tali territori, altamente dipendenti da attività minerarie e industrie ad alta intensità di carbonio, necessitano di nuove visioni di sviluppo, di nuova progettualità e, conseguentemente, di un supporto integrato di risorse finanziarie per mitigare i significativi impatti socio economici indotti dal percorso di transizione verso un'economia climaticamente neutra.

Il ministro per il Sud e la Coesione Territoriale, anche attraverso le sue strutture tecniche (Dipartimento per la Coesione Territoriale e Agenzia per la Coesione Territoriale) e con il supporto della Commissione Europea, è impegnato, insieme a tutto il governo e alle amministrazioni territoriali interessate, nella predisposizione dei Piani Territoriali per una Transizione Giusta che dovranno essere presentati alla Commissione per la successiva approvazione, cui è subordinato l’utilizzo del Fondo.      

Conformemente alle indicazioni del Regolamento che istituisce il Fondo per una Transizione Giusta, il contenuto dei Piani Territoriali per una Transizione Giusta è oggetto di un confronto continuo con i rappresentanti istituzionali e del partenariato socio-economico del territorio, in corso in entrambe le aree.

Adottando l'iniziativa di una Manifestazione di Interesse per il Just Transition Fund, si intende estendere ulteriormente il confronto ai contributi di tutti i soggetti pubblici e privati, di livello locale e nazionale e a tutti i cittadini che vogliano essere protagonisti nell’elaborazione di idee e progetti, la cui ambizione sia di concorrere alle sfide territoriali alle quali il JTF è chiamato a rispondere.

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