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La complementarietà con il PNRR

L'Accordo di Partenariato e il PNRR condividono alcuni obiettivi generali. È quindi necessario un coordinamento strategico tra i due strumenti, per favorirne e amplificarne gli effetti. Alcuni esempi pratici.

I Fondi oggetto dell’Accordo di Partenariato e le risorse stanziate nell’ambito del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza contribuiscono insieme al raggiungimento degli obiettivi di coesione economica, sociale e territoriale e condividono, inoltre, le sfide dell’innovazione e digitalizzazione e della transizione verde dell’economia.

È evidente quindi la necessità di un coordinamento strategico sia nella programmazione che nell’attuazione dei due strumenti, così da massimizzare la complementarietà e le sinergie nella loro azione, evitare sovrapposizioni e frammentazioni, nonché rafforzare gli obiettivi comuni di coesione, soprattutto nel Mezzogiorno.

Inoltre, il decreto-legge n. 77/2021 (“Governance”) ha introdotto importanti misure di semplificazione e accelerazione degli investimenti, validi sia per gli interventi del PNRR che per quelli cofinanziati dai Fondi strutturali.

La complementarietà dei due strumenti nelle azioni convergenti potrà essere garantita in tre diverse modalità:

  • differenziazioni nei target e nella dimensione dell’intervento;
  • azione comune di fronte a fabbisogni particolarmente rilevanti;
  • diversa tempistica di realizzazione, così da consolidare e prolungare nel tempo i risultati ottenuti dal PNRR attraverso i programmi della coesione.

ESEMPI

Trasporti. Mentre il PNRR si concentra sul completamento delle direttrici ferroviarie TEN-T ad alta velocità, sullo sviluppo delle diagonali ferroviarie e sull’accessibilità e l’efficientamento energetico e sull’ambientalizzazione dei porti (compresi quelli delle ZES), la politica di coesione interviene in particolare sulle ferrovie regionali, le stazioni e le infrastrutture funzionali alla filiera logistica.

Energia. Gli interventi della coesione si focalizzano sull’efficientamento negli usi finali residenziali, produttivi e di pubblica utilità, mentre il PNRR interviene su accumuli, filiera dell’idrogeno, vettori rinnovabili avanzati (bio-metano, offshore, agri-voltaico), potenziamento delle reti.

Digitale. I fondi della coesione si propongono di riequilibrare i divari nell’effettivo accesso ai servizi da parte di cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni. Inoltre, concentrano gli investimenti per le infrastrutture sulle connessioni di ultimo miglio e quelle ad alta capacità nelle aree meno popolate, marginali, rurali, montane e insulari minori. Il PNRR, invece, guarda in particolare alla digitalizzazione delle amministrazioni centrali, delle PMI, di specifici ambiti tematici (salute, legalità) e di territori considerati critici per i divari di sviluppo e di cittadinanza. Gli interventi in infrastrutture operati dal Piano riguardano inoltre la banda ultralarga, il 5G, le tecnologie satellitari, le architetture digitali per i servizi delle pubbliche amministrazioni centrali (Giustizia, Interno, Difesa) e per la sicurezza informatica.

Sanità. Se il PNRR finanzia la realizzazione di Case della Salute e Ospedali di Comunità, i fondi della coesione si rivolgono a specifiche fasce di popolazione (povertà estrema, hard to reach e hard to treat, donne, disabili psichici, persone in transizione). Ulteriori sinergie saranno esplicitate dalle amministrazioni locali, anche in relazione alle misure del PNRR in tema di riqualificazione urbana e sviluppo territoriale locale.

Capacità amministrativa. Il PNRR si propone di semplificare e rafforzare l’operato della PA attraverso apposite riforme. Le politiche di coesione si concentrano invece sul potenziamento diretto delle strutture amministrative, soprattutto in relazione alla realizzazione delle iniziative finanziate, attraverso specifiche assunzioni di personale, il rafforzamento di alcune funzioni, interventi di supporto tecnico e la capacità organizzativa delle realtà locali più deboli.

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