"Il Sud può superare la quota del 34% delle risorse del PNRR"

17 marzo 2021

"Come sottolineato nel corso della mia audizione alle Commissioni riunite di Camera e Senato, nell'attuale bozza del PNRR non si rinviene un capitolo dedicato al Sud. Lo sviluppo del Mezzogiorno è stato considerato come un obiettivo di carattere trasversale, ma possiamo rischiare che questa impostazione del PNRR indebolisca nei fatti la misura degli interventi destinati al Sud. Per questa ragione, sin dai primi giorni del mio mandato, d'intesa con il MEF, ho deciso di svolgere un'operazione trasparenza per individuare, nell'ambito delle diverse missioni e con l'ausilio dei Ministri competenti, gli interventi e l'entità dei relativi finanziamenti destinati al Mezzogiorno. Si tratta di un'attività ricognitiva, propedeutica ad un attento e costante monitoraggio sulla ripartizione degli investimenti secondo il criterio che considero necessario, ma non sufficiente, del 34 per cento". Lo ha affermato la ministra Mara Carfagna rispondendo a una interrogazione durante il question time nell'Aula di Montecitorio.

"Sul punto, condivido appieno le parole del Ministro Franco, che, rispondendo alle domande in audizione, lo scorso 8 marzo, si è espresso nel senso che la quota del 34 per cento di risorse del PNRR per il Sud debba essere perseguita e che, anzi, occorrerebbe andare oltre".

"Dalla verifica che è ancora in corso, abbiamo potuto verificare che, per esempio, sulle infrastrutture, tra opere ferroviarie, manutenzione stradale, investimenti nei porti e nella digitalizzazione dei sistemi logistici e degli aeroporti, il Sud dovrebbe intercettare circa il 50 per cento degli investimenti, oltre 15 miliardi e mezzo su 31, con una punta dell'83 per cento per la cosiddetta manutenzione stradale 4.0. Con riferimento alla transizione ecologica, risulta destinato al Sud il 48 per cento in ambito agricolo, il 50 per cento sul trasporto urbano sostenibile. Questi primi dati in nostro possesso mi rendono ottimista sull'effettiva possibilità di riuscire a superare la quota del 34 per cento delle risorse complessive stanziate nel Piano".

"Ribadisco, tuttavia, che la vera svolta per il corretto impiego delle risorse al Sud deve discendere dalla definizione delle strategie ex ante, dall'innalzamento della qualità della progettazione e dall'effettiva capacità di realizzazione delle stesse: un approccio estremamente pragmatico, che ci deve indurre all'abbandono di logiche puramente rivendicazioniste, in un'epoca in cui, in luogo della contrapposizione, si deve privilegiare la ricerca dell'unità di intenti", ha concluso la ministra.

Pnrr
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