Provenzano: “Valorizzare la bellezza delle nostre città e accelerare sugli investimenti pubblici”

2 ottobre 2019

"Spesso le città sono state emarginate dalle politiche di coesione. Invece le politiche di coesione devono svolgere un supporto reale e un accompagnamento per i Comuni, che rappresentano il luogo della convivenza civile".

Così il Ministro per il Sud, Peppe Provenzano, al Festival delle Città 2019, è intervenuto alla discussione sulle “Città della bellezza”.

Per il Ministro per il Sud Provenzano "non dobbiamo discutere degli investimenti pubblici in astratto come lo abbiamo fatto per troppo tempo. Dobbiamo passare dalla sceneggiatura al film. La vera innovazione è coinvolgere le amministrazioni locali nell’attuazione delle politiche pubbliche: rafforzare la capacità amministrativa, offrire procedure standardizzate per accelerare gli investimenti. E finalmente superare la contrapposizione astratta tra centralismo e localismo: un centro strategico, un protagonismo delle istituzioni e degli attori locali”.

"Noi - spiega il Ministro- dobbiamo tutelare, valorizzare la bellezza delle città e dell'Italia che rappresenta un grande patrimonio di questo Paese. Questa bellezza spesso è difficile perché è una bellezza a cui è difficile accedere. Spezzare l’isolamento delle infrastrutture carenti -penso a Matera 2019-. Perché la bellezza è minacciata dalla bruttezza, dell’incuria, dai mancati investimenti sul decoro urbano e la vivibilità. Perché la bellezza è minata dalla disgregazione sociale, dalle divisioni che attraversano le città e i territori, che non la rendono un patrimonio condiviso dalla comunità”.

“Le politiche pubbliche troppo spesso sono state “cieche” rispetto ai luoghi. Ricucire, sanare le fratture, colmare i divari tra centro e periferie, città e campagne deindustrializzate e aree interne, rilanciare l’agenda urbana, soprattutto al Sud, la vita delle comunità. Per questo parliamo di infrastrutture sociali, nidi, scuole, centri di assistenza e aggregazione, un Green New Deal che punti sulla rigenerazione urbana, orientare l’innovazione anche verso un’industria culturale e creativa, rilanciare la vocazione mediterranea delle città del Sud”.

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