L'emendamento Carfagna è legge: via le baraccopoli da Messina

13 maggio 2021

Un Commissario straordinario e 100 milioni di euro per la demolizione delle “baraccopoli” di Messina, il risanamento dell’area e il ricollocamento dei circa 2.300 famiglie che al momento le abitano. È questo in sintesi il contenuto dell’emendamento governativo firmato dal ministro Mara Carfagna, che ha visto l'approvazione definitiva alla Camera - dopo il primo sì in Senato - nell'ambito della conversione in legge del "decreto-Covid". Un sì, quello di Montecitorio, giunto casualmente lo stesso giorno in cui Carfagna si è recata a Messina per la sua prima visita istituzionale nelle vesti di ministro per il Sud e la Coesione territoriale.

Le baracche furono costruite dai cittadini messinesi a partire dagli anni successivi al terremoto del 1908 e la loro proprietà si è trasmessa di generazione in generazione, con il numero delle strutture che si moltiplicava soprattutto nel Secondo Dopoguerra. Le condizioni igienico-sanitarie (compresa la presenza di amianto) intanto peggioravano sempre più, fino alla recente emergenza legata all'epidemia da Covid-19.

Il ministro ha descritto l'emendamento come “un atto di coraggiosa discontinuità normativa ed economica, che apre la strada a un intervento rapido e definitivo”. Per la prima volta, infatti, sarà un Commissario (incarico che spetterà al Prefetto di Messina) a occuparsi della vicenda e potrà farlo con tempi certi e poteri straordinari.

La norma prevede che entro 60 giorni dalla nomina, il Commissario dovrà procedere all’esatta perimetrazione dell’area delle baraccopoli e alla predisposizione di un piano degli interventi di demolizione, rimozione, smaltimento e conferimento in discarica dei materiali di risulta, risanamento, bonifica, riqualificazione urbana e ambientale, nonché degli investimenti necessari al ricollocamento abitativo dei residenti, compresi l’acquisto e il conferimento al patrimonio del Comune di Messina di immobili da destinare a unità abitative.

Per fare questo, sono stanziati 100 milioni di euro, a valere sulla programmazione 2021-2027 del Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC), di cui 75 milioni per il 2021, 20 milioni per il 2022 e 5 milioni per il 2023.

Il Commissario potrà assumere le funzioni di stazione appaltante e operare in deroga a ogni disposizione di legge diversa da quella penale, fatto salvo il rispetto del codice delle leggi antimafia e i vincoli derivanti all’appartenenza all’Unione Europea.

“Ho sempre visto la questione delle 'baraccopoli' di Messina come una ferita democratica di portata nazionale – ha commentato il ministro Carfagna – sia per il numero di persone che interessa, sia per la storica difficoltà della politica di affrontarla e risolverla. L’epidemia ha reso indifferibile l’intervento. Gli abitanti delle baraccopoli di Messina hanno lo stesso diritto di tutti gli italiani alla salute, all’acqua potabile, ad abitazioni, strade, servizi decenti: un grande Paese europeo e occidentale come siamo, ha il dovere morale prima che politico di cancellare le favelas e garantire dignità anche ai più poveri e fragili”.

(Aggiornato il 26 maggio 2021)

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