Il Ministro Provenzano all'assemblea plenaria dei tavoli partenariali della programmazione 2021-2027

23 ottobre 2019

Il Ministro per il Sud e la Coesione Territoriale ha partecipato all'assemblea plenaria dei tavoli partenariali della programmazione 2021-2027. Un momento di ascolto e di confronto sulle politiche di coesione.

“La premessa di ogni ragionamento critico che bisogna fare sulle politiche di coesione”, ha spiegato il Ministro, “è che queste sono state l’unico ancoraggio per il Mezzogiorno, altrimenti abbandonato da ogni politica pubblica”.

Per i prossimi 7 anni la Commissione europea ha individuato cinque aree d’intervento che dovrebbero disegnare un’Europa più intelligente, più verde, più connessa, più sociale, più vicina ai cittadini.

“Quando c’è un vasto programma”, ha argomentato Provenzano, “bisogna organizzarsi e la premessa di questa riconoscibilità deve essere anche la comprensibilità di questa politica, di come funziona. Chi fa cosa tra programmazione ed esecuzione, in particolare nelle strutture delle nostre amministrazioni che governano le politiche di coesione anche a livello nazionale. Chi fa cosa nella capacità di arrivare fino in fondo nella realizzazione degli investimenti e degli interventi previsti nella politica di coesione europea e nazionale. Capire come adattare questo vasto programma alle priorità nazionali: tutto questo deve essere chiaro nel nuovo Accordo di partenariato 2021-2017”.

Nella nota di aggiornamento al DEF sono state individuate cinque priorità strategiche nazionali, molto legate tra di loro, che mettono a fuoco non solo le principali criticità, ma le straordinarie potenzialità del Sud in particolare e in generale di tutte le aree meno sviluppate. Dalla lotta alla povertà educativa, al complesso delle infrastrutture, materiali e sociali, ad un processo di transizione ecologica, che deve essere equo e sostenibile e per farlo c’è bisogno di investire anche nel trasferimento tecnologico, che è stato il vero anello mancante in questi anni tra politiche di investimento in istruzione e nuove politiche industriali che si sono provate a mettere in campo.

“Ma le innovazioni principali”, ha affermato il Ministro, “devono riguardare il metodo, come rendere protagonisti gli enti locali di una politica di investimento, perché si è registrato il maggiore crollo, una perdita di capacità di realizzare le cose. Come orientare davvero ai risultati, a ciò che arriva ai cittadini, alla messa a terra di questi interventi, anche superando certe rigidità ideologiche: dove finisce l’intervento e dove comincia il servizio al cittadino, all'impresa, che rientra in quadro di politica di sviluppo e di coesione coerente”.

Il Ministro si è soffermato sulle criticità del sistema di esternalizzazione delle competenze, con le assistenze tecniche a livello territoriale e sulla necessità del rafforzamento amministrativo. “Questa deve essere una delle consapevolezze che devono accompagnare il processo di confronto con la Commissione europea. Un processo di confronto che vivrà anche dei momenti di difficoltà, che si deve svolgere avendo chiaro ciò che vogliamo difendere e ciò che vogliamo cambiare radicalmente. Perché è questa è la premessa di una battaglia credibile, perché la politica di coesione è messa in discussione a livello europeo, dalla volontà di un restringimento” ha dichiarato il Ministro, che ha sottolineato quanto “su questo punto dobbiamo essere protagonisti e raccontare quanto sia utile e importante, quanto non possa essere ridotta ad una logica di condizionalità macroeconomica su cui noi ci siamo sempre espressi negativamente”.

Il Ministro ha concluso evocando il Ministero per il Sud e la Coesione territoriale come il “Ministero dei luoghi”, perché in luoghi vogliono tornare a contare, anche a dispetto di alcune teorie economiche che vorrebbero assegnare il primato solo ad alcuni luoghi, ad alcune città, ad alcune grandi agglomerazioni. “I luoghi vogliono tornare a contare, ha ammonito, dobbiamo metterli nella condizione per farlo. Per questo ho parlato della necessità di una nuova politica territoriale. Una nuova politica territoriale che quando si mettono in campo strumenti, come stiamo facendo in questi mesi sui CIS, sia preceduta da una capacità di programmazione e strategia integrata a livello di territorio.  Così come abbiamo la necessità di passare da una sperimentazione, importantissima e fondamentale, sulle aree interne a una vera e propria politica dove molte più aree si possano riconoscere e possa rappresentare una cifra di questa nostra nuova politica territoriale”.

Il video integrale dell'Assemblea.
L'intervento del Ministro Provenzano inizia al minuto 1.57' del video.

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