"Sì al Ponte sullo Stretto, con risorse nazionali e un patto politico forte"

4 maggio 2021

"Il Ponte sullo Stretto si può fare anche con fondi nazionali, con soldi nostri, con finanziamenti italiani. C'è vita oltre il PNRR. Personalmente ritengo che il Ponte si debba fare, che sia un'opera strategica. E sono convinta che bisogna andare anche oltre, che bisogna promuovere una sorta di 'patto politico' largo, trasversale, su questo progetto, che consenta non solo di iniziarlo ma anche di non abbandonarlo finché non sarà completato, inaugurato e consegnato ai cittadini meridionali". Lo ha affermato il ministro per il Sud e la Coesione territoriale, Mara Carfagna, nel corso di una conferenza stampa con alcune emittenti televisive locali delle regioni del Sud, in risposta a una domanda sul progetto del Ponte sullo Stretto.

Il ministro ha confermato che il documento di fattibilità elaborato dalla Commissione di valutazione sui progetti sarà consegnato alle Camere e sarà dibattuto nelle prossime settimane. "Il governo non ha pregiudizi su quest'opera - ha spiegato Carfagna – che non è stata inserita nel PNRR per il semplice fatto che non è possibile realizzarla e completarla entro il 2026, quindi nel giro di cinque anni".

La necessità di un accordo politico forte è legata al rischio che "magari il Ponte venga programmato da un governo e venga affossato dal governo successivo, come è già accaduto in passato del resto, e questo non possiamo permettercelo". Dunque "serve un patto politico che regga non solo in questa legislatura ma anche nella prossima e magari anche per la successiva, per consentire a quest'opera di essere avviata, completata, inaugurata e consegnata al Mezzogiorno", ha concluso Carfagna.

Ponte sullo Stretto
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