Aree interne, Provenzano: 210 milioni per le attività economiche. Garantendo il lavoro si assicura il futuro a queste comunità.

16 settembre 2020

Il provvedimento che dispone l’erogazione di 210 milioni di euro a sostegno delle attività economiche, artigianali e commerciali delle aree interne da qualche ora è operativo. 
Tenuto conto dell’ammontare delle risorse disponibili e della necessità  di intervenire nei Comuni inclusi nella Strategia per lo Sviluppo delle Aree Interne più marginali e meno popolosi, ritenuti, come tali, maggiormente bisognosi di un sostegno all'economia locale in particolare a seguito del manifestarsi dell’epidemia COVID-19, la determinazione del contributo è stata effettuata in base ai seguenti criteri di riparto:

- per la definizione della platea dei Comuni beneficiari è stato utilizzato il criterio della perifericità e della minore dimensione demografica

- la dimensione demografica di riferimento è stata articolata in due fasce: fino a 3000 abitanti e fino a 5000 abitanti;


La platea di riferimento è quindi composta da:
- tutti i Comuni identificati come Intermedi, Periferici e Ultra-periferici dall'Accordo di Partenariato 2014-2020, fino a 3000 abitanti

- tutti i Comuni identificati come Periferici e Ultra-periferici dall'Accordo di Partenariato 2014-2020, fino a 5000 abitanti


Sono 3.101 i Comuni, per una popolazione complessiva di 4.171.667 abitanti, che beneficeranno di circa 12.000 euro per l’annualità 2020 e di circa 8.000 euro per ciascuna delle annualità 2021 e 2022. 

"Il rilancio delle aree interne, ha commentato il Ministro Provenzano, è un’opportunità reale per tutto il paese, l’Italia ha bisogno di un lavoro di ricucitura territoriale e per questo siamo impegnati a offrire un forte sostegno a questi luoghi, non ridotte a un piccolo mondo antico, ma attraverso servizi moderni, innovazione produttiva e sociale, attenzione trasversale per la sostenibilità. Continueremo a puntare con il rafforzamento della SNAI su azioni innovative, sulla progettazione di strategie condivise fra comuni e cittadini, anche per individuare nuove prospettive di sviluppo. Ma con questo provvedimento vogliamo sostenere da subito le imprese commerciali e artigianali perché solo garantendo il lavoro si può assicurare un futuro alle comunità. Queste realtà rappresentano, in molti casi, veri e propri presidi di socialità. Lo spopolamento si contrasta anche così. Nelle aree interne in Italia vivono ancora oltre 10 milioni di persone, non è una battaglia di retroguardia. Ci giochiamo un pezzo di futuro”

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