Riforma della governance del Fondo Sviluppo e Coesione

La disposizione prevede che, su proposta del Ministro per il Sud, si proceda ad una riclassificazione della pluralità degli attuali documenti programmatici variamente denominati, al fine di sottoporre all’approvazione del CIPE un unico piano operativo denominato “Piano Sviluppo e Coesione”, con modalità unitarie di gestione e monitoraggio.

Ad oggi, infatti, esistono oltre mille strumenti sottoscritti: 785 APQ (FSC 2000-2006 comprensivi dei diversi aggiornamenti e addendum), 188 APQ rafforzati (FSC 2007-2013), 11 Programmi Operativi FSC 2014-2020, 23 Patti per lo Sviluppo (11 Regioni, 12 patti città metropolitane).

Allo scopo, vengono concentrati gli strumenti di governance oggi in essere, in una pluralità di forme e di rispettive regole, in appositi Comitati di Sorveglianza, costituiti dalle Amministrazioni titolari dei piani operativi ai quali partecipano rappresentanti del Dipartimento per le Politiche di Coesione; dell’Agenzia per la Coesione Territoriale; del Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica; dei Ministeri competenti per area tematica, nonché del partenariato economico e sociale.

La disposizione responsabilizza maggiormente l’Amministrazione titolare del programma, in ordine all’individuazione degli interventi, alla rispettiva attuazione, e all’approvazione di varianti alla presentazione degli stati di avanzamento e delle richieste di erogazione delle risorse ai beneficiari.

Nell’ambito dei comitati di sorveglianza sarà possibile proporre le misure di accelerazione, nonché contestare eventuali inadempienze di taluni attori.

La norma prevede, inoltre, al fine di supportare le Amministrazioni nella progettazione e realizzazione dei competenti interventi infrastrutturali, la destinazione delle risorse del Fondo di sviluppo e coesione per la progettazione degli interventi infrastrutturali.

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