Il Sud e la Coesione nella Legge di Bilancio 2021

(Una prima sintesi delle misure del Titolo IV “Sud e coesione territoriale”)



Misure fiscali per il lavoro

  1. Fiscalità di vantaggio per il lavoro – Decontribuzione Sud estesa fino al 2029

La riduzione del costo del lavoro al Sud (sgravio dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro) viene esteso fino al 2029; la riduzione è del 30% fino al 2025 (misura già in vigore per l’ultimo trimestre 2020); poi andrà a scalare, al 20% nel 2026-27 e al 10% al 2028-29.

Gli oneri a carico della finanza pubblica andranno a decrescere da circa 4 miliardi (dal 2021 al 2025), a 2,6 miliardi per il 2026 e il 2027, fino a 1,3 miliardi nel 2028 e il 2029.

L’intervento interesserà circa 500.000 imprese e 3 milioni di lavoratori dipendenti. Le imprese beneficeranno di una riduzione del costo del lavoro complessivo medio per dipendente pari al 7,5%.

La decontribuzione Sud accompagnerà il rilancio degli investimenti pubblici e privati del Piano Sud 2030 per potenziarne gli effetti sull’occupazione.

 

  1. “Incentivo occupazione giovani” potenziato al Sud

L’incentivo nazionale previsto dalla Legge di Bilancio per l’assunzione di giovani è potenziato per le Regioni del Mezzogiorno.

Le assunzioni di giovani fino a 35 anni che avverranno entro il 2022 nelle Regioni del Mezzogiorno beneficeranno, infatti, di uno sgravio contributivo del 100% nel limite di 6 mila euro l’anno per i primi quattro anni (mentre per le Regioni del Centro-nord la misura vale per tre anni).

Questo vuol dire che per ogni nuova assunzione effettuata da un’impresa del Mezzogiorno sarà possibile avere uno sgravio contributivo di 24 mila euro totali in quattro anni.

 

Rilancio degli investimenti privati per rafforzare investimenti e innovazione

  1. Rinnovo del Credito d’imposta investimenti Sud

Si estende fino al 2022 il credito di imposta per gli investimenti in beni strumentali nel Mezzogiorno, con uno stanziamento di oltre 1 miliardo di euro.

La misura già sperimentata positivamente viene rafforzata (nel 2020 valeva 657 milioni di euro), l’obiettivo è incrementare ulteriormente gli investimenti privati delle imprese del Mezzogiorno, anche al fine di colmare il gap di innovazione di processo e di prodotto del sistema industriale meridionale con il Centro-Nord.

 

  1. “Credito d’imposta ricerca e sviluppo” potenziato al Sud

La Legge di bilancio 2021 estende fino al 2022 il credito di imposta per gli investimenti nelle attività di ricerca e sviluppo rafforzato per le imprese del Mezzogiorno (già approvato per il 2020 con il DL Rilancio).

La misura punta a favorire lo sviluppo tecnologico delle imprese e la domanda di occupazione qualificata del Mezzogiorno, è potenziata dal 12 al 25% per le grandi imprese, dal 12 al 35% per le medie imprese e dal 12 al 45% per le piccole imprese.

 

  1. Ecosistemi dell’innovazione nel Mezzogiorno

Anticipando una linea di intervento prioritaria del PNRR, la Ldb 2021 stanzia 50 milioni di euro annui nel 2021-2023 per la costituzione di Ecosistemi dell’innovazione nelle regioni del Sud, per incentivare la collaborazione tra imprese e sistema della ricerca e favorire il trasferimento tecnologico.

Sul modello della best practice del polo universitario di San Giovanni a Teduccio, le risorse finanzieranno in tutte le grandi città del Mezzogiorno interventi di riqualificazione o di creazione di infrastrutture materiali e immateriali per lo svolgimento di attività di formazione, ricerca multidisciplinare e creazione di impresa, con la collaborazione di Università, enti di ricerca, imprese, pubbliche amministrazioni e organizzazioni del terzo settore.

La Legge di Bilancio stanzia inoltre 750 milioni di euro per gli anni dal 2021 al 2023 per finanziare – con il supporto di Invitalia - investimenti ad alto contenuto tecnologico (art. “Innovazione e coesione territoriale”).




La priorità per il Sud del rilancio degli investimenti pubblici

  1. Il nuovo Fondo Sviluppo e Coesione 2021-2027

La LdB finanzia il Fondo Sviluppo e Coesione per il ciclo di programmazione 2021-2027 e conferma, in coerenza con il Piano Nazionale di Riforma, che il Fondo avrà una dotazione di oltre 73 miliardi (lo 0,6% del PIL annuo).

La Legge di Bilancio 2021 dispone un primo stanziamento di 50 miliardi di euro, ma a differenza del ciclo precedente sono a disposizione già nei primi anni (4 mld 2021, 5 mld 2022-27, 6 mld 2029).

Queste risorse sono destinate principalmente al Sud: si applica infatti la regola che prevede che l’80% sia destinato alle Regioni del Mezzogiorno

In questi mesi, abbiamo riattivato la leva nazionale della politica di coesione (nel 2018 spendevamo poco più di 1 mld, nel 2020 abbiamo già speso oltre 3 mld), al fine di raggiungere gli obiettivi di spesa previsti dal Piano Sud 2030.

 

  1. Cofinanziamento nazionale per i Fondi strutturali europei 2021-2027

La Legge di Bilancio stanzia oltre 30 miliardi di euro per assicurare il cofinanziamento nazionale ai nuovi Programmi Operativi finanziati con i Fondi strutturali europei del ciclo 2021-2027 (che valgono 43 mld).

Viene assicurato alle Regioni meno sviluppate e alle Regioni in transizione un tasso di cofinanziamento nazionale superiore ai minimi previsti dai Regolamenti Europei (rispettivamente del 40% e del 60% circa), per incrementare ulteriormente la mole di investimenti pubblici al Sud.

 

  1. La “rigenerazione amministrativa” prevista dal Piano Sud 2030

La LdB prevede la possibilità di assumere 2.800 giovani entro il 2023 con profili professionali oggi mancanti nella P.A. attraverso i fondi strutturali europei.

Abbiamo risorse senza precedenti, derivanti sia dalla politica di coesione nazionale ed europea che del PNRR nell’ambito di Next Generation Eu, ora va attrezzata la nostra macchina pubblica con un piano di reclutamento di nuove competenze per le politiche di sviluppo e coesione, per riportare nel settore pubblico le competenze fin qui esternalizzate che non ha migliorato e anzi indebolito ulteriormente la capacità progettuale e realizzativa delle Amministrazioni sugli investimenti.



Prosegue l’investimento sulle aree interne del Paese (da Sud a Nord)

  1. Semplificazione della Strategia nazionale per le Aree interne

Con la Legge di bilancio 2021 continua il percorso già intrapreso di rilancio delle aree interne, introducendo importanti semplificazioni nel processo di attuazione della Strategia Nazionale per le Aree Interne.

In particolare, questo ci consentirà, come previsto dal Piano Sud, di rendere strutturale la sperimentazione avviata nel ciclo di programmazione 2014-20.

 

  1. Fondo di sostegno ai Comuni Marginali

In secondo luogo, stanziamo ulteriori 90 milioni di euro in tre anni (che si aggiungono ai 300 milioni già stanziati per le aree interne nella precedente Legge di Bilancio e nei decreti Covid) a sostegno dei comuni marginali, per combattere lo spopolamento favorendo il reinsediamento (anche attraverso lo smart working) e sostenere le attività economiche, artigianali e commerciali nei territori più marginali delle aree interne.

Tale fondo si aggiunge alle risorse previste e incrementate con la precedente Ldb 2020 per potenziare la Strategia Nazionale per le Aree Interne.

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