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La storia e le caratteristiche dell'edificio

Palazzo Fuga prende il nome dall'architetto Ferdinando Fuga, al quale nel 1749 re Carlo III di Borbone affidò la costruzione del "Real Albergo dei Poveri", destinato ad accogliere ed educare le masse indigenti del Regno. Nell'uso popolare divenne però successivamente il "Reclusorio" o "Serraglio", in quanto da esso diventò praticamente impossibile uscire.

Il Palazzo si estende per 103.000 metri quadri: si tratta del maggiore palazzo monumentale di Napoli, ma è anche uno degli edifici più grandi d'Europa. E il progetto iniziale prevedeva un intervento molto più vasto, che non sarà mai completato.

L'architetto Fuga scelse di realizzare la sua opera in un'area strategica lungo via Foria, una delle principali arterie di accesso alla città dall'entroterra. Salito al trono il nuovo re Ferdinando IV, il progetto iniziale venne ridimensionato dall'architetto Francesco Maresca, prima della definitiva sospensione dei lavori nel 1819.

Il Palazzo rappresenta uno straordinario esempio del barocco napoletano: la facciata si estende per oltre 350 metri e dietro di essa si contano più di 430 stanze distribuite su quattro livelli, la più alta delle quali misura 8 metri (l'ex dormitorio).

Nel 1929 iniziarono i primi crolli di una certa importanza, mentre il terremoto del 23 novembre 1980 provocò il distacco di alcuni solai e il crollo di un'ala a ridosso dell'Orto Botanico.

Attualmente il Palazzo è di proprietà del Comune, che nel 2000 ha avviato i lavori di consolidamento delle strutture, riconfigurazione degli spazi e bonifica, ancora non completati.

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