Edilizia scolastica nei Comuni: istruzioni per partecipare

9 aprile 2021

1. A quali progetti è rivolto il bando?
L’obiettivo del bando è consentire interventi di messa in sicurezza, ristrutturazione, riqualificazione o costruzione di edifici di proprietà dei Comuni destinati ad asili nido, scuole dell’infanzia, centri polifunzionali per i servizi alla famiglia. Ogni progetto può essere riferito a un solo edificio pubblico, purché non abbia già ricevuto finanziamenti negli ultimi cinque anni per il medesimo intervento. Il progetto deve essere inserito nella programmazione annuale o triennale dell’ente locale e non può essere già interamente finanziato da altri soggetti. Per ulteriori motivi di esclusione, si rimanda alla lettura del bando.

2. Chi può partecipare? Con quanti progetti?
Possono presentare la propria richiesta di contributo i Comuni, anche congiuntamente, stipulando un’apposita convenzione tra loro. Ciascun ente può presentare un massimo di due progetti.

3. Qual è il contributo massimo per ogni progetto?
Ciascun progetto può ottenere attraverso questo bando un contributo massimo di 3 milioni di euro. A tale importo possono aggiungersi cofinanziamenti. Entro questi limiti, il finanziamento può comprendere anche eventuali spese di progettazione, espressamente indicate.

4. Come si partecipa?
La candidatura può essere presentata esclusivamente attraverso il sito del Ministero dell’Istruzione. La procedura da seguire è descritta in maniera accurata nell’apposita guida.

5. Entro quando bisogna inviare la candidatura?
La candidatura va inviata entro e non oltre le ore 15.00 del giorno 21 maggio 2021. Si raccomanda comunque di iniziare a inserire i dati con anticipo rispetto alla scadenza, per poi eventualmente completarli, modificarli e controllarne l’esattezza prima dell’invio entro i termini previsti. Inoltre, ai fini delle graduatorie conclusive, si consideri che a parità di punteggio sarà data precedenza al progetto la cui candidatura sia pervenuta per prima.

6. Chi deve presentare materialmente la domanda?
La candidatura deve essere inoltrata dal legale rappresentante del Comune o un suo delegato. Nel caso di progetti condivisi tra più enti, è tenuto a presentare la richiesta esclusivamente il Comune capofila.

7. Quanti sono i fondi disponibili?
Sono stanziati complessivamente 700 milioni di euro per il quinquennio 2021-2025. La somma è così ripartita: 280 milioni per gli asili nido (di cui 168 milioni per le aree svantaggiate del Paese e le periferie urbane dei Comuni capoluogo di provincia inseriti nell’Allegato 1); 175 milioni per le scuole dell’infanzia (di cui 105 milioni per le aree svantaggiate e le medesime periferie urbane); 105 milioni per i centri polifunzionali per servizi alla famiglia (di cui 63 milioni per le aree svantaggiate e le medesime periferie urbane); 140 milioni per la riconversione di spazi delle scuole dell’infanzia attualmente inutilizzati in centri destinati a servizi integrativi per l’infanzia (con spazi ludico-ricreativi, laboratori didattici, progetti didattici innovativi, spazi all’aperto) o in centri polifunzionali per la famiglia. Per ogni tipologia di struttura è prevista una graduatoria distinta. Eventuali fondi residui per una o più di queste saranno ripartiti tra gli altri elenchi con opere non ancora finanziate, dando priorità a quelle situate in aree svantaggiate o nelle periferie urbane indicate nell’Allegato 1.

8. Cosa si intende per “centri polifunzionali per la famiglia”?
Si tratta di centri che prevedono sportelli informativi/colloqui sulle opportunità offerte dal territorio circa l’organizzazione della vita quotidiana delle famiglie con figli, oltre a spazi dedicati al divertimento per l’infanzia (con caratteristiche ben definite dal bando), ad attività laboratoriali ed extra-scolastiche, all’allattamento/sonno, a giochi e laboratori all’aperto. Le strutture devono essere collocate preferibilmente al piano terra e devono prevedere accorgimenti architettonici e di arredo atti a prevenire ed escludere situazioni di pericolo.

9. Quali criteri sono maggiormente premiati dal bando?
È attribuito un punteggio maggiore agli interventi per i quali è già presente un livello di progettazione più avanzata. Viene privilegiata – nell’ordine – la costruzione di poli per l’infanzia, la demolizione e ricostruzione di edifici precedenti al 1996, la nuova costruzione o l’ampliamento per comprovate esigenze didattiche, l’adeguamento o il miglioramento sismico, l’efficientamento energetico, l’adeguamento alla normativa antincendio, altri interventi di messa in sicurezza. Una quota del punteggio è assegnata in relazione a quanti possibili utenti risiedono all’interno del bacino di riferimento della struttura. Sono riconosciuti punti aggiuntivi alle strutture in zona sismica o per la delocalizzazione da luoghi a rischio idrogeologico elevato o molto elevato. Nel caso in cui il progetto sia cofinanziato dall’ente locale promotore, riceve un punteggio tanto più alto quanto maggiore è la quota del cofinanziamento rispetto al costo totale dell’opera. Ulteriore punteggio è assegnato in caso di assenza di strutture analoghe nel territorio comunale (premiata soprattutto per i centri polifunzionali per i servizi alla famiglia e per la riconversione di spazi inutilizzati delle scuole dell’infanzia) e per la dismissione di un edificio attualmente in locazione. Nel caso dei centri polifunzionali e dei servizi integrativi per l’infanzia, è preferibile la presenza di un piano di gestione a lungo termine della struttura.

10. Dopo aver ottenuto il finanziamento, entro quanto tempo bisogna assegnare i lavori?
L’ente beneficiario del contributo deve affidare i lavori oggetto dell’intervento entro dodici mesi dall’approvazione del finanziamento per le opere con costo complessivo fino a 200.000 euro, entro diciotto mesi per le opere fino a un milione di euro, entro ventuno mesi per le opere di costo superiore. Qualora l’ente abbia richiesto il contributo anche per le spese di progettazione, i termini sono aumentati di sei mesi.

11. Quando arriveranno i fondi richiesti ai Comuni beneficiari?
Il Ministero dell’Interno può erogare un anticipo fino al 20% del finanziamento su richiesta del Comune beneficiario. Successivamente, quest’ultimo trasmette progressivamente la documentazione relativa allo stato di avanzamento dei lavori attraverso il sistema di monitoraggio e rendicontazione presente sul sito del Ministero dell’Istruzione, il quale comunica entro 15 giorni l’esito della verifica al Ministero dell’Interno, che eroga le somme nei 15 giorni successivi. Questa procedura viene utilizzata fino all’erogazione del 90% del finanziamento. Il restante 10% è liquidato a seguito dell’avvenuto collaudo e/o del certificato di regolare esecuzione.

12. Dove si possono chiedere ulteriori informazioni?
Entro il 10 maggio 2021, è possibile chiedere ulteriori chiarimenti sul bando ai recapiti telefonici 06.58492778 e 06.58493382 oppure via posta elettronica all’indirizzo dgefid.segreteria@istruzione.it.

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